Esser single non e’ facile. Esserlo a Londra ancora meno. I ragazzi sono o timidi o troppo ubriachi. La citta’ e’ troppo vasta e i ritmi troppo frenetici. Insomma, si pensa che al moltiplicarsi dei numeri corrisponda un moltiplicarsi delle possibilita’. E invece no. Ve lo conferma una single impenitente.
Ma a salvare noi poveri single timidoni arriva dall’America un’invenzione destinata a scombussolare il rito del “would you like something to drink?”: il bar code (no, non il codice a barre, ma il codice da bar) ovvero un linguaggio dei segni appositamente codificato da due americane, Lili Bet Foster e Lynn Fischer, per permettere di rimorchiare con facilita’ e superando l’imbarazzo.
Cioe’ in pratica ti stai bevendo il tuo drink, noti una topolona e voila’, basta, chenneso’, puntarsi un dito alle tempia o sul naso per dirle “mi piaci”.
Ma secondo voi se sono seduta in un pub e un tizio, mettiamo che sia pure carino, si mette a farmi strani gesti, dopo aver appurato che non sia pazzo ma solo un timido broccolatore del III millennio, ci vado magari fuori a cena? Qui non ci siamo…
il bar code: un contributo alla vita sociale dei timidoni
Giugno 12, 2007 di Luisa


seduta in un pub, vedo un tizio che si mette un dito nel naso… tutto questo è bar code?
ciao Lu!
..dipende quali strani gesti
mah, sinceramente cara luisa penso che invece potrebbe anche essere molto efficace.
Resto sorpreso tuttavia dalle prime righe del tuo post. Leggo, più che il desiderio alla vita da single, la speranza di un incontro duraturo… sbaglio? In tutta franchezza penso che londra offra numerose, numerosissime, chances ai singles bramosi di mille avventure!
ma senti un po questi americani….mah! no sanno prorpio più cosa inventarsi….e un semplice “ciao”??? io penso che funzioni sempre…e poi….chi vivrà vedrà!