“La Musica è architettura svolta, mentre l’architettura è musica pietrificata”
Johann Wolfgang von Goethe
Nell’architettura londinese moderno e antico convivono in una singolare mescolanza fatta di contraddizioni e somiglianze. La linea di demarcazione piu’ netta tra queste due tendenze e’ forse data dal Tamigi. Il Sud del fiume, considerata la parte “moderna” della citta’, e’ stato rivalutato solo a partire dal secondo dopoguerra. In particolare il SouthBank, la zona che da Waterloo Bridge va a Blackfrians Bridge, ha subito continui rinnovamenti dagli anni 50 a oggi con la costruzione in successione di Royal Festival Hall, Queen Elizabeth Hall, Purcell Room, The Hayward Gallery, National Theatre, National Film Theatre, IMAX cinema e per finire la ruota panoramica, il London Eye, che dal 2000 e’ diventato un nuovo simbolo londinese. Edificazioni e rinnovamenti che, come da copione, non sempre hanno visto tutti d’accordo. Il National Theatre in particolare, suscito’ la reazione del Principe Carlo in persona che lo defini’ come un modo intelligente per costruire una centrale nucleare nel centro di Londra senza che nessuno possa presentare obiezioni. Ma tante’ che oggi e’ considerato uno degli edifici piu’ famosi e nel contempo odiati della citta’.
Apparentemente invece sulla recentissima riapertura della Royal Festival Hall nessuno ha avuto da ridire. Sembra che questi 2 anni di costosissimi lavori volti a migliorarne acustica e funzionalita’ abbiano dato ottimi risultati e il pubblico e’ tornato a gustarsi quelli che molti considerano i migliori concerti londinesi. Ogni sera si puo’ ascoltare l’orchestra ridare vita ad un vastissimo repertorio classico.
La sottoscritta, ahime’, non e’ un’esperta di acustica e fa parte di quella generazione rovinata dalle discoteche e dall’avvento dell’ipod. Ma ieri sera ha trascorso due ore con il fiato sospeso ascoltando l’orchestra baverese suonare Haydn e Malher. E la contraddizione tipica di Londra, vecchio e nuovo, classico e moderno, sembrava fondersi perfettamente nell’architettura dell’edificio e allo stesso tempo nelle complesse armonie di due artisti senza tempo.
All’uscita ci ha sorpresi quel gelido vento autunnale che pare avere questa forza solo lungo le sponde del Tamigi. E anch’esso sembrava soffiare all’unisono con lo scorrere del fiume e le luci della citta’, tutto a formare una perfetta, scomposta melodia vivente.
.:Southbank center:.
closest tube station: Waterloo, Embankment

