Il weekend prima del 5 novembre e anche il giorno stesso, a Londra ed in Inghilterra, e’ un tripudio di botti e fuochi di artificio come se fosse Capodanno (Londra come Napoli?)…si ricorda il mancato successo del tentativo di uccidere il re e una buona parte dell’aristocrazia inglese, facendo saltare the Houses of the Parliament, da parte di un gruppo di cattolici inglesi. Era il 5 Novembre 1605 e Guy Fawkes, probabilmente per esperienza militare e perizia con gli esplosivi, ebbe un ruolo principale nel Gunpowder Plot. In condanna di Fawkes vennero scritti anche i famosi versi:
- “Remember, remember the fifth of November,
- The gunpowder, treason and plot,
- I know of no reason
- Why gunpowder treason
- Should ever be forgot.”
Ma in fondo a me piace ricordarlo non per il mancato successo o per l’idea, ma forse perche’ far saltare il parlamento a quei tempi sta al far saltare in aria la sede nella quale sono immagazzinati i dati di tutti i possessori di carta di credito (dal romanzo di Chuck Palahniuk, Fight Club, adattato al grande schermo) ai nostri tempi come Guy Fawkes sta a Tyler Durden. (ndr non so se questo concetto e’ chiaro o esattamente cosa volessi dire , ma mi piaceva, quindi who cares?)
Venendo ai giorni nostri e a quelli del futuro immaginato, in realta’ il personaggio che porta la maschera di Guy Fawkes, e’ V di “V for Vendetta” una comic novel degli anni ottanta (com’e’ che anche gli anni ottanta ricorrono qui e li nei post del blog?boh!) di Alan Moore. Ne e’ stato tratto un film appunto “V for Vendetta” che sarebbe dovuto uscire il 4 Novembre 2005 e quindi la sera prima del 400 esimo anniversario della notte di Guy Fawkes.
Nel fumetto la storia incomincia il 5 Novembre 1997 (il futuro degli anni ottanta e prima della fine del millennio tanto celebrato!) nel film viene trasposta nella Londra di in un futuro prossimo (adesso forse?). V, a good lad, e’ un anarchico rivoluzionario che ha un progetto: distruggere un regime totalitario. Insomma il tipo di persona che qualunque genitore vorrebbe uscisse con la propria figlia…maybe not?Un personaggio con una spiccata dialettica:
“Voilà! In view, a humble vaudevillian veteran, cast vicariously as both victim and villain by the vicissitudes of fate. This visage, no mere veneer of vanity, is a vestige of the vox populi, now vacant and vanished. However, this valorous visitation of a bygone vexation stands vivified, and has vowed to vanquish these venal and virulent vermin vanguarding vice and vouchsafing the violently vicious and voracious violation of volition! The only verdict is vengeance; a vendetta held as a votive, not in vain, for the value and veracity of such shall one day vindicate the vigilant and the virtuous. Verily, this vichyssoise of verbiage veers most verbose, so let me simply add that it’s my very good honor to meet you and you may call me V.”
La fine del film e’ liberatoria: V morente su un convoglio della metropolitana imbottito di esplosivo (ndr metropolitana in disuso in quel futuro) in un tunnel sotto il Parlamento; il brillare dell’esplosivo col suo fragore e il bagliore delle esplosioni segna la fine del regime , la liberta’ riconquistata con la distruzione di un simbolo quale il Parlamento con una moltitudine di persone che finalmente puo’ togliersi la maschera di Guy Fawkes.
Interessante anche scoprire che gran parte della colonna sonora e’ stata scritta da un compositore pisano, Dario Marianelli.
PS. anche questo post sembra uscire in ritardo (di un mese) in realta’ esce in anticipo (di 11 mesi).

