“There are no exception to the rule that everyone thinks they’re an exception to the rules.”
Banksy
Sindrome Banksy. Me ne sono ammalata anch’io.
Cammino per strada ed ecco, quella sul muro sembra proprio la sua firma. Passo una buona manciata di minuti a scrutare il graffito, cercando di ritrovarne lo stile.
Ma no, non e’ lui. Che delusione.
In un epoca in cui tutti vorrebbero essere famosi c’e’ qualcuno che famoso lo e’ gia’, ma che non svela la sua identita’. Per il personaggio in questione l’anonimato e’ una misura precauzionale ma allo stesso tempo ha contribuito a renderlo ancora piu’ famoso. Certo e’ che, su Banksy, si possono solo fare congetture. Eppure le sue opere si sono trovate (per mano dell’autore) nei musei piu’ importanti del mondo (British Museum, Louvre, Moma), i suoi stencil sono comparsi sulle strade piu’ frequentate a Londra, San Francisco, Barcellona, Parigi, sul muro divisorio Istraele-Palestina, all’interno di zoo e parchi di divertimento.
E’ difficile parlare di lui senza farne un idiolo o, al contrario, demonizzarlo. O si ama o si odia, lo sostiene lui stesso in uno dei pochissimi libri pubblicati con la sua autorizzazione. E’ un vandalo, ma nei suoi graffiti tratta con sorprendente ironia i piu’ urgenti temi sociali e politici.
E in quello che ha tutto il sapore di un controsenso tipicamente banksyano, sabato pomeriggio, in una Galleria d’Arte tra South Kensington e Knightsbridge, espongono alcuni dei suoi lavori. Ed e’ interessante constatare come la sindrome abbia contagiato molti: almeno una decina di persone e’ gia’ in coda fuori dalla porta.
Tutta l’ironia e la spregiudicatezza delle opere di quello che e’, probabilmente, l’artista piu’ chiacchierato del momento sono appese alle pareti di una delle gallerie piu’ trendy di una delle vie piu’ costose di Londra. E adeguatamente prezzate: 80.000, 100.000, 200.000 sterline.
Un paradosso che fa sorridere e riflettere: per quanto si possano rifuggire i meccanismi del mercato dell’arte prima o poi se ne rimane coinvolti. O travolti.
La guardia mi fa segno di non usare il flash della macchina fotografica. Il re dei graffittari di strada e’ ufficialmente diventato Leonardo da Vinci.
“When the time comes to leave, just walk away quietly and don’t make any fuss.”
.:The Banksy art exhibition:.
Andipa Gallery
162 Walton Street
Nearest tube station: South Kensington


Complimentissimi x il blog ,mi piace da morire come descrivete la vita a Londra,ciao!!!
Ciao a tutti,
per caso sono capitato su questo blog. Di solito non scrivo o leggo i blog su Londra, ma questo ha qualche cosa che non so spiegarmi e quindi ho pensato di scrivere.
Avrei tante cose da dire, da aggiungere o da rimarcare, ma per il momento mi voglio limitare ad aggiungere alcune informazione sul fenomeno Banksy.
Il mio backgroung artistico e il mio lavoro attuale a Londra nella quale vivio da piu’ di sette anni, mi ha portato in passato a venire a contatto con molte opere di Banksy, a toccarle e maneggiarle e a dare consigli su come preservarle o installarle in cornici particolari o per esposizioni…
Mi ricordo alcuni anni fa’ quando io e i mie colleghi vedavamo questi lavori su muro e su carta, ci mettavamo a sorridere, vista la loro ironia e forte messaggio politico ( guerriglia artist). Comunque esteticamente nessuno li trovava speciali era per cosi’ dire pura arte da stada, anzi la tecnica lasciava un po’ a desiderare visto che si trattava di semplici “stencil”e amio parere c’e molta piu tecnicita’ sui graffiti tipici che si trovano sui muri e treni delle grandi citta’ in Europa e nel Mondo. Inizzialmente le “opere costavano sui 150-300 pounds non firmati e sui 500 pounds firmati.
Ora come potete vedere qualche signore che sa come creare business, ha notanto la potenzialita’ di Banksy (secondo me anche data piu’ che dal fatto estetico degli stencil, quanto dal mistero creato attorno questo artista senza identita’), ha creato da una cosa credo mediocre ma ironica un megabusiness e tutti un po’ cecamente seguono l’opinione che e stata pianificata e costruita nel dettaglio. Sono contento per lui ma non lasciatevi ingannare, Banksy is far from “to be Leonardo” forse il mercato lo supporta…ma quello e business e non arte e gli Inglesi su questo sono molto bravi!
Ha mi dimenticavo! La maggior parte dei miei clienti che mi contattano, che possiedono un bancksy (a parte qualche ecezzione), sono quasi tutti Estate agents….e per chi vive a Londra questo la dice tutta sul fatto di cultura dell’arte.
Beh lo so che non sono stato breve ma spero di aver portato una nuova testimonianza sull’argomento.