Siamo in coda, sotto la pioggia. I custodi con gesti pacati porgono un ombrello agli astanti, scusandosi, nel loro perfetto accento inglese, anche per il clima.
Sorry to keep you waiting outside.
Ci sono tutti gli ingredienti per un’esperienza very British.
Abituati ai grandi spazi e alla modernita’ del British Museum o della National Gallery ci sembra quasi di fare incursione a casa di qualcuno quando varchiamo la soglia del 13 Lincoln’s Inn Fields. Appoggiamo le borse sotto ad un tavolo in legno, incustodite e ci avventuriamo per i corridoi del Sir John Soane’s Museum. Amante dell’arte e collezionista vorace, Sir John Soane aveva riprogettato la propria casa come un museo, e l’aveva donata allo Stato chiedendo che pero’ dopo la sua morte, tutto rimanesse intatto, come lui l’aveva lasciato.
E cosi e’ stato.
Animato da quel tipo di passione per l’arte che porta non solo a collezionarla con amore, ma al volerla condividere a tal punto da trasformare la propria casa in museo, nella convinzione che essa educhi e renda migliori.
Capitelli, suppellettili. mobili, specchi, marmi, disegni, libri, incisioni di ogni tipo affollano ogni angolo e arrivano a coprire intere pareti, fino agli alti soffitti.
Entriamo nella Painting Room e con un rito quasi magico il custode sposta quello che solo a prima vista e’ un muro ricoperto di dipinti di Hogarth e che invece rivela un doppio vano a sua volta interamente tappezzato dei disegni dell’architetto.
Il custode sorride mentre sposta i pannelli leggendo la sorpresa nei nostri occhi. E inizia a raccontare di come Giles Gilbert Scott, il designer della celeberrima cabina telefonica rossa inglese, abbia scelto come ispirazione il monumento funerario che Soane aveva progettato per la propria famiglia.
Sir Soane non e’ solo dentro questa casa, ma negli angoli piu’ inaspettati di Londra, dice, richiudendo i pannelli in legno.
.:Sir John Soane’s Museum:.
13, Lincoln’s Inn Fields WC 2A 3BP
closest tube station: Holborn

