Pioggia improvvisa.
Non ci si fida di nessuno, in una citta’ troppo grande e in un luogo non-luogo come Victoria Station. Tantomeno del meteo.
Esci dall’ufficio, guardi a terra e poi verso il cielo grigio. Sospiri e apri l’ombrello. Nella sua imprevediblita’ hai imparato a prevedere l’estate inglese.
“Sorry…mi accompagni fino in stazione?”
Una signora sorride e si infila sotto il mio ombrello. Sorrido anch’io. Anche se l’ombrello e’ persino troppo piccolo per una persona sola e reso quasi superfluo dal vento e la pioggia che arriva da ogni lato. Dare un passaggio sotto un ombrello ad un estraneo e’ un’esperienza piu’ intima della media di cio’ che ti puo’ succedere in una banale sequenza casa-lavoro-casa.
Ci si saluta all’ingresso in metropolitana. Butto un occhio al quotidiano che ho sotto il braccio e la data mi fa venire in mente qualcosa. Sono passati 3 anni e abbiamo ricominiciato a fidarci della gente. O forse non abbiamo mai smesso.
Umbrella lift
Luglio 7, 2008 di Luisa

