Secondo il vecchio Peter Drucker “No financial person will ever understand business because financial people think a company makes money. A company makes shoes, and no financial [person] understands that. They think money is real. Shoes are real. Money is an end result.” Se e’ per quello nemmeno di finanza come abbiamo visto piu’ di recente. Forse la finanza e’ cosa troppo seria per lasciarla fare ai banchieri. Di crisi subprime in credit crunch, passando per tracolli in borsa, banche fallite e recessioni imminenti e’ certo che la bolla internet, la crisi russa (1998) ed il market crash del 1987 impallidiscono al confronto. Un fatto emerge: il capitalismo se non e’ morto, proprio bene non sta ed almeno un po’ fallito lo e’ se il profitto rimane privato, ma si nazionalizzano i debiti. Che abbia ragione Gordon Gekko nel dire: “It’s a zero sum game, somebody wins, somebody loses. Money itself isn’t lost or made, it’s simply transferred from one perception to another.” La percezione di chi? Intanto l’Islanda e’ praticamente in Chapter 11….soluzione del problema conquistare la Svizzera?
Venti di crisi sulla city
Ottobre 26, 2008 di piero

